VITĚZSLAVA KAPRÁLOVÁ (1915-1940) – Una giovane compositrice dalla Repubblica Ceca

di Vilma Campitelli

Abstract

Compositrice, pianista, direttrice d’orchestra. Studia al conservatorio di Brno, di Praga (Rep. Ceca) e si perfeziona a Parigi (Francia) dove morirà da esiliata a soli venticinque anni. Incarna la vera anima passionale slava e le sue note sono come ricami su una tela di lino. Amica speciale di Bohuslav Martinů e moglie di Jiří Mucha, lascia un incredibile patrimonio di composizioni.

La conoscenza di questa compositrice è stata possibile grazie alla Kaprálová Society fondata nel 1998 a Toronto da Karla Hartl, nata per promuovere la figura e le opere di questa giovane artista ceca.

La breve ma intensa vita della compositrice e direttrice d’orchestra ceca Vitězslava Kaprálová è ambientata tra le due guerre mondiali nel periodo della prima repubblica Cecoslovacca momento in cui la nazione stava vivendo una grande trasformazione culturale legata alla disintegrazione dell’impero austro-ungarico. Lo sviluppo creativo di Vitězslava inizia nella sua città natale di Brno (Repubblica Ceca), stimolata dall’ambiente colto della sua stessa famiglia.

Il suo talento musicale fu presto riconosciuto e nutrito dai genitori che hanno entrambi svolto un ruolo importante alla prima formazione. Giovinezza e bellezza, carisma e talento, ciascuno da solo, sarebbe stato per chiunque, una grande virtù ma Vitězslava li possedeva tutti insieme.[1]

Durante la breve vita, ha composto oltre cinquanta opere, ha diretto orchestre a Praga, Londra e Parigi, è stata elogiata dalla critica musicale di tutta Europa ed insignita del Premio Smetana dalla “Fondazione Bendřich Smetana” di Brno[2].

Sebbene fosse considerata una delle compositrici più promettenti della sua generazione, negli anni successivi alla sua morte fu quasi del tutto dimenticata.

Grazie alla Kaprálová Society, fondata nel 1998 a Toronto da Karla Hartl, la figura di Vitězslava prende una nuova vita. Getta le basi affinchè le partiture potessero essere pubblicate ed un ampio repertorio di musica potesse essere registrato. Fra le numerose iniziative portate avanti dall’istituzione canadese, tra l’altro ancora oggi molto attiva, vanno ricordate quelle del 2015 in cui si celebrò il centenario della nascita. Alcuni dei brani orchestrali proposti in tali occasioni sono stati incisi dalla Naxos e nel 2017 viene pubblicato l’integrale dei pezzi per pianoforte.

La vita a Brno, Praga e Parigi

Vitězslava (Vitka) Kaprálová nasce il 24 gennaio 1915 a Brno, ex impero austro-ungarico ora Repubblica Ceca.

Era figlia del compositore cecoslovacco Václav Kaprál (1889-1947) e della cantante Viktorie Uhlířová (1890-1973). Vitězslava, di costituzione fragile con costanti problemi di salute, era spesso costretta a dedicare molto tempo a cure polmonari nel sanatorio di Starý Smokovec in Slovacchia.

Suo padre, considerato uno dei più importanti compositori della sua generazione, aveva studiato con Leos Janáček, Vitězslav Novak e Alfred Cortot. Nel 1911 aveva fondato una importante scuola di musica cresciuta sempre più in reputazione attraendo intere generazioni di aspiranti musicisti negli anni Venti/Trenta.

Fu attivo anche come editore musicale, critico e come docente all’Università di Masaryk di Brno dove mantenne l’insegnamento fino al suo internamento nel campo di concentramento nazista a Svatobořice (1942-1945 – Moravia meridionale).[3] La madre Viktorie, era una eccellente interprete e didatta. Il matrimonio tra Václav e Viktorie si interruppe nel 1923 ma continuarono insieme a prendersi cura della loro unica figlia.

Vitězslava dimostrò un talento precocissimo. All’età di cinque anni acquisì le prime basi musicali dal padre che le fu consigliere fino alla morte. La madre l’ha seguita nel percorso didattico ed a nove anni aveva già completato le sue due prime composizioni “V řìsì báji” (Nel regno dei miti) e “Válka” (Guerra) per pianoforte. Nonostante le obiezioni del padre, che non credeva che una donna potesse avere successo nel campo della composizione dominato dagli uomini, ma grazie al forte sostegno dalla madre, entrò al Brno Conservatory (ex Cecoslovacchia) all’età di 15 anni. I genitori sostenevano pienamente il talento della figlia anche se i loro piani erano pratici e miravano a farle prendere un giorno la scuola di musica di famiglia.

Durante il periodo a Brno, Vitězslava studiò direzione di coro, composizione con Vilém Petrželka e direzione d’orchestra con Zdeněk Chalabala. Nel corso di studi compone oltre 15 opere per strumenti solisti ed ensemble. Negli anni in cui frequenta il Conservatorio ascolta i diversi generi di musica, viene recensita per le sue composizioni e dirige nuove partiture. Qui conobbe Ota Vach, suo compagno della classe di composizione. Fu il primo amore della sua vita: la loro relazione iniziò nel tardo autunno del 1930 e continuò a intermittenza fino al 1937.

Nei 1935 Vitězslava prosegue gli studi musicali al Conservatorio di Praga sotto la guida di Vaclav Talich per la direzione d’orchestra e di Vitězslav Novak per la composizione. Subito dopo il suo arrivo, diviene membro della società locale per la nuova musica “Přítomnost” (Il presente) presieduta dal compositore d’avanguardia Alois Haba e partecipa ai “Martedì musicali” di Silvester Hippmann (forum artistico) esponendosi alla nuova musica contemporanea. Le due società divennero anche importanti piattaforme per la prima assoluta delle opere della Kaprálová.

Nel 1937, vince una borsa di studio del governo francese di durata annuale e nell’ottobre dello stesso anno si trasferisce a Parigi dove studia direzione d’orchestra con Charles Munch all’Ecole Normale de Musique e composizione privatamente con Bohuslav Martinů.

Vitězslava conosceva Martinů già al periodo di Praga incontrati per la prima volta nella primavera del 1937 ma lui ora viveva a Parigi, sposato con la sarta Charlotte Quennehen ed era un apprezzato compositore. Nella capitale francese diviene prima mèntore di Vitězslava, poi suo amico ed infine la sua “anima gemella” sebbene fosse più grande di lei di ben 25 anni.

Durante questo periodo Vitězslava sperimenta una varietà di stili compositivi che vanno dalla ricerca verso il carattere popolare allo stile neoclassico ispirato a Strawinsky coltivando una sorta di modernismo sul modello del suo Martinů.

Lui e l’allieva furono romanticamente coinvolti, ed il 46enne Martinů ammirava in modo genuino la musica di Kaprálová così come la sua bellezza e l’entusiasmo per la vita. L’ha aiutato nella carriera artistica in ogni modo possibile: subito dopo il suo arrivo a Parigi, l’ha introdotta nella cerchia di compositori riuniti attorno all’associazione per la musica contemporanea Le Triton frequentata da personalità quali Pierre-Octave Ferroud, Jean River, Jacques Ibert, Francis Poulenc, Darius Milhaud, Arthur Honneger, Sergey Prokofiev. L’ambiente stimolante di Parigi contribuisce in modo significativo lo sviluppo creativo di Vitězslava.

Dopo l’occupazione tedesca della ex Cecoslovacchia del 15 marzo del 1939 ed il successivo inizio della seconda guerra mondiale, Vitězslava divenne una esiliata in terra di Francia.

Per tutta la primavera del 1939 cercò di ottenere una borsa di studio per frequentare la Juilliard School in modo da potersi trasferire negli Stati Uniti assieme all’amico Martinů. Non riuscì nell’intento ed alla fine di quell’estate dipendeva interamente dall’assistenza di molti dei suoi amici e da alcuni benefattori. Non disponendo di un reddito regolare, Vitězslava si è unita alla famiglia dei suoi giovani amici artisti che si sono trovati in una posizione simile che hanno deciso di unire le proprie risorse per superare il momento difficile.

Uno di questi amici era il suo futuro marito, il poeta e scrittore Jiří Mucha, figlio del pittore Alphonse Mucha, che sposerà il 23 aprile del 1940. Ai primi di maggio dello stesso anno le si manifesta i sintomi della sua malattia terminale e poiché Parigi era minacciata dall’invasione tedesca, fu trasferita il 20 maggio a Montpellier dove morì il 16 giugno presumibilmente di Tubercolosi Miliare.

Sebbene Vitězslava abbia combattuto per tutta la vita la malattia polmonare, non ne fece mai menzione.

Nel 1946, il padre Vaclav incaricò l’ex fidanzato Ota Vach di riportare le ceneri dell’amata Vitězslava da Parigi a Brno.

Lui rimase fedele a Kaprálová e non si sposò mai. L’errore della vita è stato di non essersi reso conto quanto la musica fosse importante per lei. Si erano allontanati perchè non era riuscito ad accettare la sua volontà ad essere una compositrice, una direttrice d’orchestra ed una musicista. Da una lettera, lei scrisse: Anche se i tempi sono contro di me, se tutto cerca di fermarmi, niente mi sradicherà e mi allontanerà dal mio cammino. Non mi interessano i tuoi “fini di utilità”, non fanno per me e non li considererei, come farebbe nessun musicista veramente impegnato. Un tale musicista è forse troppo idealista – quasi ingenuo – ma coraggioso.

Qualche anno dopo la guerra, Martinů fu invitato a contribuire a un piccolo volume di memorie di Kaprálová e così scrisse della sua “Vitulka”: Perché il destino le ha dato così tanta energia, così tanti doni preziosi e le ha negato l’opportunità di realizzare in pieno il suo potenziale? Questa domanda, penso, rimarrà senza risposta per sempre.

Vitězslava e Martinů

Vitězslava e Martinů si incontrarono per la prima volta a Praga nel 1937. Lui viveva a Parigi ma era tornato a Praga per un incontro di produzione con il suo maestro Václav Talich per la prima della sua opera Julietta. Talich era anche il maestro di Vitězslava al conservatorio di Praga.

Questo fatidico incontro ha avuto conseguenze rivoluzionarie per entrambi i due compositori. Dopo il trasferimento di Kaprálová a Parigi nell’autunno del 1937, Martinů diventa l’amico, l’insegnante, il sostenitore ed in seguito l’amante di lei.

La storia sembrerebbe romantica di due compositori cechi a Parigi se non fosse per l’uomo sposato, più anziano e l’altra una talentuosa compositrice più giovane di 25 anni. Lui cedette subito all’irresistibile fascino della sua studentessa di composizione e cadde perdutamente innamorato di lei.

A Parigi Vitězslava è cresciuta professionalmente vicino a Martinů. Ha assimilato i suoi metodi di lavoro, le tecniche compositive ed ha ampliato la sua abilità nell’orchestrazione. Ma ciò che Martinů più le ha insegnato è l’espressione e l’equilibrio formale.[4] Durante questo periodo lei comporrà la Partita in tre movimenti per orchestra d’archi e pianoforte, Trio per oboe, clarinetto e fagotto (1937-38), Ilena op.15 – una ballata per soli coro e orchestra (1937-38), Waving farewell (1938) per canto e pianoforte.

Nel giugno del 1938 Kaprálová, accompagnata dal suo mèntore, viaggiò per Londra per partecipare al Festival ISCM[5] e dirigere la sua Military Sinfonietta[6] con la BBC Orchestra. Le recensioni furono tutte favorevoli ed il compositore Havergak Brian la descrisse come un “incredibile pezzo di scrittura orchestrale”[7]. La carriera di Vítezslava si è sviluppata anche nell’ambito della direzione d’orchestra. È stata un’apripista per le donne delle due discipline musicali dominate principalmente da uomini. Entro la fine dell’estate del 1938, la borsa di studio di Vítĕzslava era scaduta e fu costretta a tornare nella sua nativa Cecoslovacchia. 

A testimonianza di questa passione amorosa, presso “The Music History department of the Moravian Museum” sono presenti trentasette lettere e una cartolina illustrata che Martinů scrisse a Kaprálová tra 11 settembre e 31 dicembre 1938, più una lettera del 5 giugno 1940 quando lei stava nella fase terminale della malattia. I due innamorati si chiamavano affettuosamente col nome di “Vitulenko” da Vítězslava oppure ‘Písničko’ che significa “Canzonetta”. Lei lo chiamava “Spalíček” che ha un doppio significato di “piccolo pezzo di legno” oppure “chapbook” una sorta di quaderno tascabile.

Entro il Natale del 1938, Martinů aveva deciso di lasciare la moglie e di chiedere a Vítĕzslava di trasferirsi con lui. In una serie di lunghe lettere scrive: “Vitulenko,Vorrei che pensassi molto a me e mi ricordassi, e perché sembra che sarò triste qui senza di te durante le vacanze…. E dimmi, dimmi, Písničko’, vorresti essere sempre con me… Mi piacerebbe tanto se un giorno avessimo Natale per noi due, per noi due soli, o al massimo con una piccola cosa che piange, lo vorresti? 

Non sappiamo se Vítĕzslava abbia mai risposto direttamente all’invito di Martinů alla convivenza, ma quando tornò a Parigi nel gennaio 1939, l’umore era cambiato, la sua attenzione si era spostata sullo scrittore ceco Jiri Mucha.

Disse a un’amica che Martinů era semplicemente troppo vecchio per lei e che non era in grado di lasciare sua moglie.

Martinů, nonostante tutto, era devastato e preoccupato per la salute di lei. Il 5 giugno le scrisse una lunga lettera “Písničko …. Ebbene, appena è possibile, scrivimi una lettera o mandami buone notizie, vero? Questo è un mondo così surreale in cui viviamo tutti, e io in particolare, perché per me qualcosa è finito così all’improvviso, qualcosa che stava riempiendo la mia vita o almeno una grande parte di essa, e ora è finita così all’improvviso… Martinů l’amò fino alla fine della sua vita e nel 1947 scrisse nelle sue memorie: “Ovunque andasse portava la primavera. Era paziente, gentile, amichevole, energica e istintiva.”

Il legame tra Martinů e Kaprálová è artisticamente codificato in una serie di composizioni. Lui comporrà i Tre Ricercari (1938) per orchestra da camera, i Quatre Madrigaux per oboe, clarinetto e fagotto (1938), il Quartetto per archi n.5 (1938), la Sonata per violoncello e pianoforte (1939), il Doppio Concerto per due orchestre d’archi, pianoforte e timpani (1938). Secondo Jan Kapusta, il potere drammatico di quest’ultima composizione è nato principalmente dal dramma molto personale e privato dell’insolubile rapporto tra Martinů e Viteslava.[8] Infine, ci sono i Czech madrigals per voci miste (1939). Il biografo di Martinů Milos Šafránek afferma che il compositore non desiderava che li pubblicassero. Safranek afferma perché i testi romantici avevano un significato speciale per Martinů all’epoca in cui i brani furono composti.”[9]

Stile compositivo

Il patrimonio compositivo di Vítezslava Kaprálová rappresenta una voce progressista nella cultura musicale ceca tra le due guerre. Nonostante la sua prematura scomparsa, ha creato un impressionante corpus di opere che le è valso il primato di essere considerata la compositrice più importante nella storia della musica ceca.

Military Sinfonietta. Dir : Olga Machonova-Pavlu

La sua produzione consiste in 25 composizioni con numeri d’opera ed una serie di altre partiture includendo formazioni per pianoforte, musica da camera, orchestrale e musica vocale tuttavia, molti dei suoi ultimi lavori rimasero incompiuti o solo in bozzetti.

Il tratto compositivo della Kaprálová mostra in modo convincente la versatilità del talento con la sua tipica energia, lirismo e spontaneità. Nelle composizioni nate durante i corsi di studi dimostrò una forte inventiva ed uno stile anticonformista.

Le prime opere avevano uno stile neoromantico arricchite dal pensiero lineare e polifonico grazie all’insegnamento di Novak. Lo studio a Parigi e l’influsso di Martinů conferirono ai sui componimenti l’emancipazione neoclassica e la concisione formale.

Si è spesso ispirata ai temi popolari moravi contribuendo a sviluppare il suo estro creativo verso una composizione con spiccate dissonanze e l’uso delle politonalità.

Un posto importante occupano le composizioni per voce con accompagnamento dove pone particolare attenzione la scelta del testo poetico.

É incredibilmente abile nell’abbinare testo e musica e far trovare a proprio agio i cantanti sia per la lunghezza delle vocali che per la pronuncia delle parole.

Nonostante il fatto che abbia scelto un linguaggio musicale altamente astratto, le sue opere hanno ricevuto elogi e importanti riconoscimenti sia in patria che all’estero.

Le composizioni per flauto

Leden (Gennaio)op.16. Song per voce, flauto, 2 violini, violoncello e pianoforte (1933)

Kaprálová scrive Leden (Gennaio) nel marzo del 1933 durante gli studi al conservatorio di Brno quando era allieva di composizione con Vilém Petrželka. È un brano cameristico scritto nella formazione soprano, flauto, 2 violini, violoncello e pianoforte su testo di Vitězslav Nezval (1900-1958) estratto dalla raccolta “Zpátecní lístek” (biglietto di ritorno), anch’esso scritto nel 1933. Nezval era una figura importante nella letteratura ceca, era un attivista del gruppo di artisti d’avanguardia denominato Devetsil (Farfalla) e fondatore del movimento surrealista in Cecoslovacchia. Lo stile di Leden rispecchia le caratteristiche compositive delle Song della compositrice quali la brevità della composizione, infatti è composta da soli cinquantatrè battute e l’intreccio sapiente delle parti ideali nel creare la giusta atmosfera tra il testo e la musica.

Mezzo-soprano: Augusta Caso, flauto: Gina Luciani, violini: Luanne Homzy and Hanbyul Jang, violoncello: Peter Myers, pianoforte: Javier Arrebola
SongFest 2015, The Colburn School, Thayer Hall June 7, 2015

Kaprálová tratta la voce dentro una tessitura sapientemente intrecciata nella formazione strumentale rendendo suggestiva l’immagine malinconica di un freddo e solitario inverno di gennaio.

Tales of a Small Flute per flauto e pianoforte (1940)

Tales of a Small Flute per flauto e pianoforte fu composto nella primavera del 1940 è dedicato al futuro marito Jiri Mucha, un dilettante suonatore di flauto dolce.

Kaprálová originariamente intendeva questi racconti come un ciclo in tre movimenti ma finì per comporne solo due. Dalla partitura autografa lascia indicazioni da poter essere suonati sia al flauto dolce che a quello traverso. Entrambi i pezzi sono brevi e non di grande difficoltà.

Il primo tempo è un Andante e scorre a ritmo lento. La melodia nella forma ascendente, è accompagnata nella parte pianistica da accordi delicati e si placa dopo aver raggiunto il suo culmine al ricordo del tema delle battute introduttive. Il secondo pezzo è a tempo veloce e ha un carattere a forma di scherzo. Kaprálová l’ha concepito come un brano spiritoso. I lunghi trilli evocano il cinguettio degli uccelli aggiunto dal suono del cuculo che si interpone prima della fine del pezzo.

La compositrice aveva assegnato ad ogni movimento un testo:

primo movimento: C’era primavera eppure non lo era. Aria troppo profumata di tristezza per una vera primavera ma qualcosa, da qualche parte, nel fiore di castagno, stava per germogliare.

secondo movimento: Un giorno (…?) sembrava che niente sarebbe successo succede ma all’improvviso i germogli di castagno si sono spalancati.

terzo movimento (mai composto): E dal fiore nella calda notte scese una fata di nome Amore e trasformò un bel ragazzo in un principe.

Mucha così la ricorda nel suo libro autobiografico: “Quando a volte ci sedevamo insieme al pianoforte e quando eravamo soli, Vitka mi ha insegnato la composizione e poi ho suonato il mio flauto dolce, di solito il motivo Papageno che era più o meno il mio unico repertorio. E così un giorno, ha composto per me “Tales for a Small Flute” per imparare a suonare anche qualcos’altro”.

BIBLIOGRAFIA

Vilma Campitelli, Compendium Musicae Flauta, Barcellona P.G.: Smasher edizioni, 2018.

Aaron Cohen, International Encyclopedia of Women Composers. 2.nd ed. New York: Books & Music 1987;

Eugene Gates and Karla Hartl, A remarkable Voice in 20th-Century Czech Music, Cambridge: Cambridge University press, 2000, New Series n.213 (Jul 2000) pp 23-25+30;

Idem, The women in music anthology, Toronto: The Kapralova Society 2021;

Karla Hartl, The Kapralova Society: Annual Report 2011 in “Journal of the IAWM” volume 18 No.1 2012, Baltimore/MD USA 2012;

Eadem, The Centenary of Vítězslava Kaprálová in “The Kapralova Society Journal”, Volume 13, Issue 1 Spring 2015 Toronto: The Kapralova Society 2015;

eadem, The Power of Advocacy in Music: The Case of Vítězslava Kaprálová in “The Kapralova Society Journal”, Volume 20, Issue 1 Winter 2022 Toronto: The Kapralova Society 2022;

Karla Hartl, Věroslav Němec Vítězslava Kaprálová: Tales of a Small Flute in “The Kapralova Society Journal”, Volume 17, Issue 2 Fall 2019 Toronto: The Kapralova Society 2019;

Alan Houtchens, Love’s labour’s Lost: Martinu, Kapralova and Hitler in “The Kapralova Society Journal”, Volume 3, Issue 1 Spring 2005 Toronto: The Kapralova Society 2005;

Michelle Latour, Kaprálová’s song Leden in “The Kapralova Society Journal”, Volume 9, Issue 2 Fall 2011 Toronto: The Kapralova Society 2011;

Jiří Macek, Anna Šerých, Kápralová, Vítězslava in “The New Grove Dictionary of Women Composers”, London: Macmillan 1994;

Kateřina Maýrová, Letters to Kaprálová and Others Correspondence of Bohuslav Martinů in the Music History Department of the Moravian Museum in Brno, in “The Kapralova Society Journal”, Volume 6, Issue 1 Spring 2008, Toronto: The Kapralova Society 2008;

Eva Tučková, Vítězslava Kaprálová a její zhudebnění poezie Vítězslava Nezvala, B.A.Thesis Masaryk University, Faculty of Arts Institute of Musicology, Brno, 2010;

Lukáš M. Vytlačil, Vítězslava Kaprálová: Tales of a Small in Czech Music Quarterly No.3, Praga: Czech Music Information Centre, 2018;

Martinů Revue rivista may-august 2015, vol.XV, No.2, Praga: Fondazione Bohuslav Martinu 2015;

Voce: Vítězslava Kaprálová a cura di Alena Némcová in “Biografie volume IV”, Torino: UTET 1986

Clare Thornley Vitezslava Kapralova  http://orelfoundation.org/composers/article/vitezslava_kapralova (ultima consultazione 31 luglio 2022);

Vaclav Kapral

http://www.musiques-regenerees.fr/GhettosCamps/Internement/Kapral/KapralVaclav.html (ultima consultazione 31 luglio 2022);

Dizionario musicale ceco di persone e Istituzioni, Centro di lessicografia musicale, Istituto di Musicologia, Facoltà di lettere, Università di Masaryk (Brno – Rep. Ceca)

https://www.ceskyhudebnislovnik.cz/slovnik/index.php?option=com_mdictionary&task=record.record_detail&id=7910 (ultima consultazione 7 agosto 2022);

Georg Predota Little Chunk of Wood and Little Song Bohuslav Martinů and Vítězslava Kaprálova

https://interlude.hk/little-chunk-wood-little-songbohuslav-martinu-vitezslava-kapralova/

(ultima consultazione 7 agosto 2022).


[1] Eugene Gates and Karla Hartl, The power of advocacy in music: The case of Vítězslava Kaprálová in “The women in music anthology”, Toronto: The Kapralova Society 2021, pag 261

[2] Il Premio Smetana è stato istituito dalla Fondazione Bedrich Smetana – una importante fondazione fondata a Brno nel 1924 in occasione del centenario di Smetana. Il suo scopo era quello di fornire assistenza finanziaria ai compositori cechi. La fondazione amministrava circa un milione di corone ceche in fondi, dai quali si forniva supporto e stipendi a compositori qualificati. Dopo aver iniziato nel 1928, la fondazione ha anche assegnato un premio ogni tre anni per la migliore composizione. La Fondazione Smetana fu interrotta durante la seconda guerra mondiale e durante l’occupazione tedesca della Cecoslovacchia, con decreto del 18 gennaio 1943. Fu brevemente riattivata nel 1945, ma cessò di esistere dopo la presa di potere comunista nel 1948. Si ringrazia la dott.ssa Jìndra Bartova per aver fornito informazioni dettagliate sulla storia della Fondazione Smetana e del suo premio.

[3]  Eugene Gates and Karla Hartl, “The women in music anthology”, Toronto: The Kapralova Society 2021;

[4] Macek, J. Vítězslava Kaprálova. Praha: Knižnice hudebních rozhledů, 1958, s. 129.

[5] ISCM: International Society for Contemporary Music è un’organizzazione musicale (ancora attiva) che promuove la musica classica contemporanea. Organizza un festival che si tiene ogni anno in una nazione diversa del pianeta.

[6] Military Sinfonietta op.11 composta quando studiava con Novak al Conservatorio di Praga, è dedicata a Edward Benes, presidente della ex Repubblica Cecoslovacca. Kapralova spiega che «il suo titolo, ‘Militare’, non è un appello alla guerra, ma un appello alla conservazione dell’indipendenza nazionale». Lei descrive così l’opera: «La prima nota del piccolo tamburo e la breve fanfara sulle trombe preparano l’atmosfera dell’intera opera. L’aggressivo tema principale impostato nel modo eolio, viene ascoltato più volte in tonalità diverse, salendo a grande intensità e interrompendosi in un movimento melodico con onde ritmiche e pacifiche. Un altro tema sottolinea ancora di più lo spirito combattivo dell’opera, basata sulle quarte. Questo conclude l’esposizione. Lentamente si alza il canto profondo dei bassi e dei violoncelli, che rappresentano la libertà. Sono interrotti ad intervalli da ritmi di danza contrastanti. Successivamente inizia lo sviluppo dei temi. Raggiunge il suo culmine nello squillo delle trombe. Il tema principale, i temi melodici si ripetono e le quarte si sentono di nuovo nella coda finale che culminano in uno sfogo di giubilo vittorioso dell’intera orchestra». L’opera fu eseguita per la prima volta dalla Filarmonica Ceca sotto la direzione di Kapralova in un concerto organizzato dalla National Women’s Council a Praga il 26 novembre 1937.

[7] Musical Opinion, 1938, p.858

[8] Jan Kapusta, ‘Bohuslav Martini v roce 1938,’ Hudebni veda 19, no.2 (1982): 172. See also Miloš Šafránek, Bohiuslav Martinu: His Life and Works, trans. Roberta Finlayson- Samsourova (London: Allan Wingate, 1962), pag.184

[9] Milos Šafránek, Bohuslav Martinu: His Life and Works, London: Allan Wingate, 1962, p. 189


Vilma Campitelli

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VILMA CAMPITELLI, flautista, nata a Lanciano (CH) ha seguito gli studi musicali presso il Conservatorio di Pescara, presso la Hochschule di Winterthur (Svizzera) e laureata in “Discipline Musicali” presso il Conservatorio di Campobasso con votaz.”110 e lode con menzione”

Vanta nel suo curriculum concerti sia da solista che in formazioni cameristiche tenendo esecuzioni in paesi Europei, Asiatici ed Americani riscuotendo unanime successo di pubblico e di critica.

Ha inciso per la Edipan (Roma), Luna Rossa Classic (Lecce), Fabrik Music (Francia), effettuato registrazioni radio-televisive per diversi programmi RAI e collaborazioni artistiche in campo teatrale.

Scelta dalla Fondazione Adkins Chiti Donne in Musica (Fiuggi-Italia), ha svolto da “studiosa-residente” il progetto europeo WIMUST finalizzato a promuovere la musica e talenti, il repertorio e le strategie per la piena attuazione della risoluzione 2009 dell’UE per le pari opportunità in ogni Stato membro. Nel 2018 interamente sotto la sua cura, è stato pubblicato il volume Compendium Musicae Flauta (ed. Smasher),la prima opera universale sul repertorio flautistico scritto da compositrici. Ha inoltre pubblicato articoli su biografie di compositrici e ricerche in campo della musica esperienziale.

Attualmente è docente di flauto presso il Conservatorio “U. Giordano” di Musica di Foggia, sez. di Rodi Garganico, Italia.


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